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Noi, comunque, non ci siamo affatto persi d'animo: da quel giorno abbiamo incontrato diversi abitanti della cittadina chiedendo se fossero a conoscenza di edifici pubblici che potessero ospitare da subito i libri che sarebbero stati sfrattati dagli impiegati comunali. Ci è stato indicato un locale completamente vuoto chiamato l'Ospedaletto di San Giuliano, un edificio che viene dato in affitto in alcuni giorni per manifestazioni politiche o culturali, tenuto completamente inutilizzato per gran parte dell'anno. Confortati dal consenso e, in alcuni casi, dall'entusiasta approvazione da parte dei cittadini abbiamo deciso di scrivere due righe al nostro caro Primo Cittadino, una lettera che verrà pubblicata sui seguenti blog collegati con noi: Odettetoulemonde, SuzieQ, Stratosfera, Colpametafisica... e distribuita presso gli esercizi commerciali di Faleria e di Civitacastellana affinchè questa proposta venga letta e valutata da tutti i cittadini di Faleria e dei comuni limitrofi:
Biblioteca di Faleria 2. Lettera aperta al sindaco.
Caro Sindaco,
abbiamo appreso dalle tue parole che la biblioteca pubblica non potrà essere riaperta fino a data da destinarsi poiché in quei locali è previsto il trasferimento di alcuni uffici comunali. Pertanto abbiamo deciso con questa lettera di ribadire il concetto, senza polemica alcuna, che le strutture pubbliche sono a disposizione della comunità e dovrebbero essere i cittadini a decidere il loro uso. Dal momento che abbiamo scoperto che esiste un’altra strutta disponibile, l'Ospedaletto di San Giuliano, ti proponiamo di mettere questo edificio a impiego della nostra comunità così da poterlo adibire a luogo d'incontro permanente, tutti i giorni dalle otto di mattina fino a notte inoltrata. Ci piacerebbe che diventasse un Centro Socio-culturale sul modello del caffè letterario di Roma e del Centro Atrion di Carugate. Vorremmo che il nostro fosse uno spazio di aggregazione e di proposta di attività culturali e politiche gestito in maniera comunitaria e collettiva. Offrirà a chi partecipa alle iniziative di esserne al tempo stesso promotore e organizzatore un ventaglio di servizi gratuiti o a prezzi politici, in modo da promuovere lo sport, la musica, la lettura di libri e quotidiani, l'uso di attrezzature informatiche e la connessione a Internet, ecc...
Vorremmo sottolineare che desideriamo che lo spazio sociale fosse completamente auto-gestito dagli abitanti di Faleria. Autofinanziato dalle molteplici attività che saranno intraprese: Biblioteca comunale, servizio di ristoro, corsi di informatica, e corsi di formazione alle nuove tecnologie riguardanti la biodilizia, le fonti rinnovabili, la Permacoltura etc.
Quanto sopra esposto è solo una bozza delle iniziative che si potranno realizzare per rendere questo luogo fruibile da tutti e per dare la possibilità ai cittadini di informarsi, leggere e acquisire conoscenze per intraprendere attività lavorative nuove e stimolanti.
Pertanto, caro Sindaco, ci aspettiamo che da subito codesta amministrazione si attivi affinché si proceda alla realizzazione del Centro Socio Culturale. Ribadiamo inoltre che detto Centro dovrà essere dotato di impianti a fonte rinnovabile, pannelli fotovoltaici, energia eolica e geotermica al fine di rendere il manufatto completamente autonomo a livello energetico. Tutte queste tecnologie saranno finanziate, come ben sai, dalla legge "Conto energia". Non chiediamo grandi investimenti di denaro e, soprattutto, pensiamo che questo centro porterà molti benefici a tutta la comunità di Faleria e delle cittadine adiacenti quali Calcata, Rignano Flaminio e Civita Castellana.
Ti proporremo un incontro nei prossimi giorni per illustrare i dettagli di questa iniziativa.
Cordiali saluti
I cittadini di Faleria
Negli anni Sessanta c'era una canzone che cantava così:
Cerco, cerco
segretaria competente,
e non importa che sia bionda
oppure no!
E' importante che sia giovane
e carina
non occorre la raccomandazion!
Cha cha cha della segretaria
cha cha cha
che non pensa a dattilografar...
cha cha cha della segretaria,
cha cha cha
che bonito cha cha cha.
Non fa niente se non sa
cos'è l'inglese,
se non capisce
una parola d'espanol!
E' importante che conosca
l'italiano
e che sappia parlare un po'
"d'amor"!
Alors, andiamo per punti. Primo: alla signorina Odette Toulemonde non è stato ufficialmente rinnovato il contratto. Secondo: Odette Toulemonde da Lunedì 19 Ottobre sarà ufficialmente disoccupata (macchè di nuovo?! Yavol!) Terzo: Odette Toulemonde ora che è jobless è capace che presto diventi pure homeless. Perchè è chiaro che no dinero, no party. Uhm.
Conclusioni: mettetevi le mani in saccoccia e cominciate a fare una colletta sociale per la sottoscritta prima che accendendo il tv sul tg1 delle 20.00 non vogliate vedere come primo servizio la storia di Odette Toulemonde la Freak che protesta lo sciopero della fame sull'ultimo anello del Colosseo!
Senza essere faceti, ma, tornando molto a essere seri, Odette ha preso il suo non-rinnovo del contratto molto serenamente. Non si è ubriacata, non ha sbattuto i piedi, ha perfino dormito stanotte sonni più o meno privi di incubi.
Stamattina si è svegliata piena di iniziativa e voglia di fare. Al primo posto è stata messa la vendetta nei confronti di Culo Secco. Odette ha un grande pregio: non si incazza mai. Ma mai, mai eh. E' sempre calma come un semaforo anche quando fuori infuria la terza guerra punica. Non vedrete mai Odette Toulemonde scomposta. La Signorina Toulemonde può vantare di essersi arrabbiata una sola volta e seriamente nella sua esistenza... Ma, pure questa è un'altra storia. E non è questa la sede per i dettagli. Tornando a noi, anzi, tornando a voi! Al secondo posto delle iniziative per trovarsi un nuovo lavoro Odette ha messo: la meretrice. Essì. Odette-la-Douce (Irma vi ricorda qualcosa?) vestita di verde, con un cerchietto in testa e un lungo bocchino d'avorio alla mano andrà a battere la Colombo alla ricerca del Marinaio solitario da consolare. Terza opzione (banale e scontata): Odette ricomincia la ricerca di un nuovo lavoro da segretarietta, visto che la Professoressina non gliela fa fare nessuno.
Sia chiaro che se avete idee, lavori da proporre, figli, nonni, mariti che hanno necessità di una badante o che-ne-so cene da oorganizzare usufruendo del favoloso servizio di catering 'Da Madame Odette', alzate la cornetta. Odette vi aspetta!
Ma alla fine Odette come segretarietta che ci azzeccava?
Sabato mattina Odette si era svegliata se non felice, quantomeno serena. Un fine settimana da passare a Firenze. Una spina da staccare. Odette Toulemonde dopo tanto tempo si era decisa addirittura a riprendere un treno. Per festeggiare l'evento si era portata da leggere Il Dottor Zivago. Seduta contromano, guardava fuori dal finestrino, creando fantasie assolutamente improbabili, ma, clamorosamente allettanti: immagini di sé in versione Contessa Romanov e del Generale Dourakine che consumavano vodka passeggeri di un treno in fuga dalla Russia rivoluzionaria. Comunque.
Comunque Odette è partita vestita col suo scintillante vestitino blue notte, gli stivali da Regina Equestre, è scesa alla stazione di Campo di Marte ed è corsa al convegno. E tutti Ciao! Ma come stai? Ma che racconti? E accomodati pure qui. La segretarietta Toulemonde non si spaesa. Si siede in fondo a destra come sempre e ascolta. Accende il piccì, si connette. Poi il telefono le squilla e menomale che ha inserito la vibrazione. Il viso di Alfa che lampeggia e Odette che in un secondo pensa. E' morto qualcuno! Odette non fa in tempo a dire pronto. Alfa è in lacrime, grida, si altera e come al solito invoca su di sé le ire dei cieli e degli déi tutti. Ora immaginate la scena a rallentatore. Odette prima sorridente, abbassa lo sguardo sul cellulare, sgrana gli occhi, dice pronto, sente gridare, si alza, si sposta nell'androne e d'improvviso. Rimmel, ombretto, rossetto si sciolgono mentre lei scende le scale appoggiandosi al muro, trattenendo il fiato tra un singhiozzo e l'altro perchè le hanno ammazzato il Rosso. E lei non c'era. Odette non c'era. E ora c'è chi può recriminare che il Rosso era solo un animale, ma, Odette se ne sbatte. Il Rosso era il Rosso. Il Principe delle vie. Il Re della Stufa. Il gatto più grosso che la Montagna del Sapone avesse mai visto. Rosso che non miagola ma canta. Rosso che si poggia sulla spalle d'Odette e lì rimane senza fiatare e farsi portare in giro per la casa. Rosso che adorava le sardine. Rosso che si faceva la doccia sotto l'acqua corrente del lavandino. Rosso che montava sul groppone della Bianca. Rosso sull'albero di mele. Rosso tra la neve. Rosso. Rosso. Rosso.
Rosso che ubbidivi solo a Odette. E lei lo sapeva che non ti vi doveva lasciare su. Però non poteva altrimenti. Rosso. Rosso. Rosso.
Rosso che nemmeno seppellire ti potranno. Prelevato dal comune. Bruciato in un inceneritore anonimo. Polvere. Il suo Rosso nel fuoco. Cenere t'hanno fatto tornare.
Odette ti ricorderà sempre trionfante. Grosso come una volpe, veloce sulla neve del giardino di Gennaio. Il campanellino che fa tin-tin, il prrr-meow più dolce del mondo. Il re della casa.
E' morto il Rosso! Evviva il Rosso!
(Della serie, poi parlano male dei Testimoni di Geova e dei rappresentanti della Folletto...)
Odette è alla sua scrivania. Un vetro trasparente e un giardinetto la separano dal cancelletto d'entrata. Dalla sua poltroncina l'ancora per poco segretarietta Odette Toulemonde gode di una visuale più o meno completa su chi può eventualmente bussare all'entrata.
Suona il citofono: Neee.
Odette T. ( si affaccia. Solita faccia da culo incravattata. ): Sì?
Tizio: Sono di XXX.
Odette T. : ha un appuntamento?
Tizio: no.
Odette T.: attenda!
( La segretarietta tutto fare digita il numero di un collega simpatico e chiede così: Senti. Ci sta tizio, che promuove Caio, dice così che vuole parlare ocn Sempronio, ma non ha un appuntamento. Che faccio?! Collega Simpatico: Ennò, ennò, ennò. E senz'appuntamento si attacca al piffero e ci si fa una suonata. Mica vendiamo frutta e verdura noi. Odette T.: yes, j'ai bien compris. Dasfidania! )
Odette riprende il citofono: Ehm, sì, Signor Tizio guardi, se fosse così gentile da voler prendere un appuntamento sarebbe meglio, ecco. Oggi non c'è nessuno che possa seguirla.
Tizio (voce suadente e fascinosa, accento bauscia): Scusi...ma lei è la signorina bellissima che vedo da qui?
Odette T. sgrana gli occhi e pensa che faccia da culo così che pretende di ammirare la sua venustate da 30 metri di distanza e attraverso un vetro e un cancello, mai incontrato, poi, risponde: Scusi ma con chi sta parlando?
Tizio: Con lei! Camicetta di seta dorata, capello a caschetto.
Odette T. butta un occhio in lontananza: Ehm, sì. Sono io. Cioè, non sono io. Insomma senta, lo vuole o no quest'appuntamento?
Tizio: Signorina..se lei mi parla da così lontano io mi sento come un carcerato a Rebibbia. Mi apra la sua porta.
Odette T. impugna un fermacarte pronta all'attacco, poi ci ripensa, si fa una risata e risponde: Zì, guardi. Rebibbia è dall'altra parte, se prende la Metro B, dovrebbero essere una quindicina di fermate. Se si trova male, mandi una comunicazione e le manderemo una cassetta di arance di Sicilia con dentro una lima per segarsi le sbarre.
Tizio: quindi, mi pare di capire che non posso entrare?
Odette T.: Ehm. No, dall'alto mi dicono di no.
Tizio: capisco. Passo domani.
Odette ha fatto questa faccia O_O e, in mantinente ha pensato: sti cazzi. Domani io lavorerò tutto il giorno nella stanza di Culo Secco. Muahahah!
Circa trenta secondi dopo, colta da una folle fantasia, ha pensato anche che ci sarebbe un certo conto in sospeso da pagare ipoteticamente all'ora di pranzo, tra le 13 e le 14., con una certa persona. Uhm. Chissà, chissà. MMMM.
NOTIZIA FLASH: L'AGENZIA ADNKRONOS INFORMA CHE LA SIGNORINA TOULEMONDE è DESIDERATA PER ALTRE 2 SETTIMANE ALLA SOLITA CASSA. SE ODETTE VA AVANTI COSì FARà UNA STRAGE. TUTTAVIA, UN VANTAGGIO CI POTREBBE ANCHE ESSERE, ODETTE HA UN PACCHETTO DI 14 BUONI PASTO DA CONSUMARE...
C'è una canzone che inizia così che 'beati gli insensibili alla malinconia, quelli che stanno brindando alla mia'.
E' strano come alcune canzoni, seppur cantate su un motivo assolutamente discutibile e da cantautori altrettanto discutibili, talvolta, ascoltate in determinati momenti della propria esistenza siano capaci di appannare gli occhi per quell'infinitesimale frazione di secondo sufficiente all'anima alterata di un essere umano a rivedere gli ultimi mesi della propria esistenza in rewind come all'amoviola del taglio del traguardo delle maratone olimpioniche.
Il concetto appare estremamente contorto, tuttavia, a rileggerlo al contrario qualcuno di voi lo troverà molto più che semplice elementare Watson!
Odette Toulemonde quando passeggia ancora in sandaletti per le vie di Roma certe volte pensa che l'Autunno forse in questa città bianca non ci arriverà mai. Che gli alberi non si spoglieranno dell'estate per vestirsi di arancio, che non vi saranno sagre dei bozzolà, dei moroni, dei 'scios, delle zucche, del panpepato, della lana cotta e chi più ne ha ne metta, Odette ha vissuto nel favoloso mondo di Richard Scarry per un indefinito numero di anni finchè una mattina si è svegliata e si è resa conto che se sfilava una -R- al cognome del noto disegnatore, tutto diventava, anzi, 'scary' e da lì a far baracca e burattini e scappare lontano ci ha messo di meno che a dire BAH!
Tuttavia. Più passano i mesi più Odette si rende conto che lei per 'sta cazzo di città non ci è proprio portata e che preferiva tanto di più pascolare i mussatelli e mungere le caore piuttosto che lottare quotidianamente contro l'odore asfissiante dello smog e dei deodoranti scadenti di cui la ciurma metropolitana continua a impomatarsi le ascelle.
Essì. Odette oggi è un po' negramara. Come la bottiglia di Primitivo, assolutamente non di Manduria, che si è scolata ieri sera mentre presenziava all'ennesima cena di rito mi raccomando a mamma mettiti in tiro che magari c'è qualche scapolone nuovo che non aspetta altro che impalmare te, mia cara adorata figlia Odette. Cene cui Odette presenzia per fare un favore all'amico di un'amica che c'ha un parente dello Zio d'America che guarda proprio non devi mancare per niente. Odette Toulemonde, che è una gran signorina a modo, però a modo suo, alla fine per mangiare a sbafo e per farsi quattro risate c'è cascata. Si è vestita come diceva Herr Mutter, giusto per una cazzarola di volta, per vederla sorridere di quel sorriso tutto speciale che hanno le mamme quando c'è il saggio di fine anno a scuola e a te magari ti hanno dato una parte niente male e loro da sotto ti guardano come a dire 'Quel genio lì di creatura è mia figlia e l'ho partorita io dal ventre mio Gesù'. Quindi, per una cavolo di volta, Odette s'è detta e facciamola contenta almeno in apparenza. Va da sé che sempre di apparenza parliamo, quindi, Odette una volta arrivata al ristorantino non si è sentita esentata dall'ordinarsi due antipasti, un primo e ragazzi fermi tutti, dico ben tre goduriosissimi dolci e farsi un giro della cantina per conto suo a braccetto con una fantastica bottiglia di Primitivo, per l'appunto che quando Odette è tornata a casa, ovviamente sola, ovviamente ancora single, si è addormentata come un sasso e stamattina quando si è svegliata ha raccontato due-tre favole alla Richard Scar-ry per l'appunto per far contenta la Signora Toulemonde che la sua è proprio una brava figlia e sì, ieri sera c'era perfino il Principe Azzurro, quello Turchino, Argento e Fumé che non aspettava altro che Odettella si perdesse la scarpetta Jimmy Choo per riportargliela ai confini del reame.
Odette Toulemonde oggi è particolamrne squinternata, ma, un motivo reale c'è. E' che è incazzata come un serpente a sonagli cui un cavolo di cameraman disattento della National Geographic ha appena pestato la coda. Il motivo? Il contratto le riscade Venerdì. Secondo voi le hanno fatto ancora sapere qualcosa? Ovviamente no. Odette ha già il piano di emergenza. Se Lunedì è disoccupata, la verrete tutti a trovare sotto i portici dell'Arab Bank a Piazza Venezia dove si trasferirà in mantinente per darsi all'accattonaggio e trasformarsi in un clochard di protesta.
Proteste?! Abbè. Pensavo aveste detto qualcosa...
Occhei. Occhei. Svusate l'interruzione, ma, questa va detta.
La Segretarietta Toulemonde se ne sta al desk. Ha appena consumato un lauto pranzo a base di verdure al vapore e philadelphia, (sì, tu malato del Fatebenefratelli, lamentati dei tuoi omogeneizzati adesso!). Odette si guarda intorno. Scruta fuori della finestra pregando i Santi del Paradiso che oggi piova grandine e faccia tempesta così Odette non dovrà andare a distribuire volantini alla fiaccolata contro le Discriminazioni Razziali, maledetto volontariato che ce la frega tutte le volte! Insomma, Mademoiselle Toulemonde, vestita di lillà, come la Regina Elisabetta, se ne stava seduta alla sua sediolina girevole, era lì che meditava se fosse il caso o meno di tirare fuori una boccetta di smalto rosso giungla e dipingersi le unghie...quando, suona il citofono. Odette dice Chi è? E sono io, l'Avvocatissimo, ouvre-moi ta porte pour l'amour De dieu! Odette apre. Lo guarda da lontano, si alza, una controllatina rapida ai capelli, lui entra, lei sorride, poi gli dice: Mi segua, la faccio accomodare nella saletta d'asp... La porta stile western saloon della sua scrivania si infrange sul polpaccio di Odette che cade per terra e non fa nemmeno in tempo a rialzarsi rossa come un peperone e a ripetere convulsamente: Non si preoccupi, non mi sono rotta niente. No, no, sto bene. Poi Miss Fighiur-de-merd-Toulemonde, guarda l'Avvocatissimo, che si è nascosto in un angoletto e ride paonazzo. Lo accompagna zompettando su un piede nella sala d'aspetto e poco prima di chiudere la porta lui esclama: Fantastica Gag Signorina! Ha mai pensato all'avanspettacolo? Odette ha sorriso a denti stretti e ha risposto: No, all'avanspettacolo no. Tuttavia, ho lavorato in un circo. Fa lo stesso?
Adesso non state lì a chiederle di piazzare la webcam nel suo ufficetto, mica siamo alla National Geographic, eh! Ah! Che donna fantastica Odette Toulemonde!
Quando Odette è scesa dalla Montagna del Sapone vestita di scarponi, zaino da trekking e ciaspe... Sì, andiamo, lo so cosa state pensando... racassuoli miei, sulla Montagna del Sapone ad Aprile si scia ancora e fa un freddo becco. E poi sì, Odette Toulemonde è una ragazza per tutte le stagioni, e oltre a portare favolosi tacchetti sa anche arrampicarsi, embè?! Inzomma... Odette quando è scesa dalla Montagna del Sapone ed è sbarcata alla Stazione Termini con tanto bagaglio quanto quello di Paris Hilton quando parte per un week end a Fregene, si è guardata attorno e la prima cosa che ha pensato è stata Ecchecaldo! Poi, in ordine, si è tolta: cappello di lana, sciarpa, ha osservato la folla urbana e ha capito di essere... ovviamente fuoriluogo. Insomma la Signorina Toulemonde quando è scesa dalla Montagna del Sapone si è sentita come quel poveraccio di Robinson Crusoe quando l'hanno ritrovato sull'isola deserta e lo hanno riportato alla civiltà: fetente, barbuta, e fuorimoda. Oltrechè incredibilmente depressa, inutile, frustrata, triste, brutta, ridicola e perchè no? Anche un po' incazzata.
Insomma, quando Odette Toulemonde è scesa dalla Montagna del Sapone assomigliava più a un rachitico pesce fuor d'acqua che alla biondissima e meravigliosa Sirenetta a Manhattan. Motivo per cui, dopo circa un mese e mezzo di autoesilio e autoreclusione nel bunker domestico che si era creata nel salotto rosa di casa Toulemonde, Odette decise di abbandonare il divano, andare dal parrucchiere, tagliarsi la folta chioma di boccoli che si era fatta crescere negli ultimi tre anni e provare a ricominciare da capo.
Per prima cosa decise di iniziare dalle scarpe. La vita le ha insegnato che si parte sempre dal basso, quindi perchè non cominciare coi piedi? Basta scarponi sporchi di fango, metà masticati dai lupi dell'uomo solitario. Basta pantofole di lana cotta lavorate a mano e ricamate con metodi medievali. Basta stivali imbottiti di pelliccia di yak. Basta con le galoches, i copri scarpa, i calzini di riserva, le merdose Birkenstock. Odette si è fiondata in un bel negozietto di scarpette da sfilata e ha iniziato col rinnovare il suo guardaroba. Dal giorno del primo acquisto Odette non ha più indossato un paio di scarpe da ginnastica o di ciabatte. Niet, nada, nothing, rien, etc. etc. Solo tacchi alti. Rischiando, oltretutto, di fracassarsi le caviglie almeno 10 volte al giorno, BenedettaCapitaled'Italia tu e i tuoi fottuti sanpietrini! La Signorina Toulemonde non ha mollato i tacchi nemmeno due giorni fa, quando, vestita di raso nero e, ovviamente, sprovvista d'ombrello, si è fatta piovere addosso il secondo diluvio universale solo perchè le era preso lo schiribizzo di andarsene al Pantheon dopo dieci ore di lavoro. E bisogna dire, che una lezione l'ha imparata. Odette sotto la pioggia e con dieci cm di tacco ha imparato che: ANCHE SE PIOVE E NON HAI L'OMBRELLO, UNO STILETTO PUò COMUNQUE SALVARTI LA VITA. ODETTE TOULEMONDE, LA'LTRO GIORNO, GRAZIE AL SUO STILETTO E' RIUSCITA A EVITARE LA MORTE PER ANNEGAMENTO IN UNA POZZANGHERA. Che è stato un bel vantaggio ma, tuttavia, non le ha evitato di beggarzi un funesdo raffreddore. Etciù!